Pagina:Svevo - La coscienza di Zeno, Milano 1930.djvu/475

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spose di si, ma non a quel punto. Il dottore esaminò gli occhi di Guido: Reagivano prontamente alla luce! Se ne andò raccomandando di dargli di tempo in tempo dei cucchiaini di caffè nero fortissimo.

Seppi anche che, giunto sulla via, mormorò con rabbia:

— Non dovrebbe essere permesso di simulare un suicidio con questo tempo!

Io, quando lo conobbi, non osai di fargli un rimprovero per la sua negligenza, ma egli l’indovinò e si difese: Mi disse che rimase stupito all’apprendere alla mattina che Guido era morto, tanto che sospettò fosse rinvenuto e avesse preso dell’altro veronal. Poi soggiunse che i profani d’arte medica non potevano immaginare come nel corso della sua pratica il dottore venisse abituato a difendere la sua vita contro i clienti che vi attentavano non pensando che alla loro.

Dopo poco più di un’ora, Ada si stancò di cacciare a Guido il cucchiaio fra’ i denti e vedendo ch’egli ne sorbiva sempre meno e che il resto andava a bagnare il guanciale, si spaventò di nuovo e pregò la fantesca di recarsi dal dottor Paoli. Questa volta la fantesca tenne da conto il bigliettino. Ma ci mise più di un’ora per raggiungere l’abitazione del medico. E’ naturale che quando piove tanto si senta il bisogno di tempo in tempo di fermarsi sotto qualche portico. Una pioggia simile non solo bagna, ma sferza.

Il dottor Paoli non era in casa. Era stato chiamato poco prima da un cliente e se ne era andato dicendo che sperava di ritornare subito. Ma poi pare avesse preferito di attendere presso il cliente che la pioggia cessasse. La sua donna di servizio, una buonissima per-