Pagina:Svevo - La coscienza di Zeno, Milano 1930.djvu/493

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di Borsa? — Poi: — È il secondo svenimento quest’oggi!

Mi pregò di allontanarmi per un istante ed io andai sul corridoio ove attesi per sapere se dovevo rientrare o andarmene. Mi preparavo ad ulteriori spiegazioni con Ada. Essa dimenticava che se si fosse proceduto come io l’avevo proposto, la disgrazia sicuramente sarebbe stata evitata. Bastava dirle questo per convincerla del torto ch’essa mi faceva.

Poco dopo, la signora Malfenti mi raggiunse e mi disse che Ada era rinvenuta e che voleva salutarmi. Riposava sul divano su cui fino a poco prima ero stato seduto io. Vedendomi, si mise a piangere e furono le prime lagrime ch’io le vidi spargere. Mi porse la manina madida di sudore:

— Addio, caro Zeno! Te ne prego, ricorda! Ricorda sempre! Non dimenticarlo!

Intervenne la signora Malfenti a domandare quello che avessi da ricordare ed io le dissi che Ada desiderava che subito fosse liquidata tutta la posizione di Guido alla Borsa. Arrossii della mia bugia e temetti anche una smentita da parte di Ada. Invece di smentirmi essa si mise ad urlare:

— Sì! Sì! Tutto dev’essere liquidato! Di quell’orribile Borsa non voglio più sentirne parlare!

Era di nuovo più pallida e la signora Malfenti, per quietarla, l’assicurò che subito sarebbe stato fatto com’essa desiderava.

Poi la signora Malfenti m’accompagnò alla porta e mi pregò di non precipitare le cose: facessi il meglio che credessi nell’interesse di Guido. Ma io risposi che non mi fidavo più. Il rischio era enorme e non potevo