Pagina:Tebaldo e Isolina.djvu/21

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Tutti sono alla festa: L’odioso
Tumulto ne rimbomba
Sin tra quest’ombre, e grave al cor mi piomba.
Abborrito nemico! — Tu trionfi,
Le tue glorie festeggi... e nello stesso
Avito mio soggiorno,
Da cui scacciato un giorno,

E colla infame taccia d’assassino...

fremente


E assassino di chi!
Sposa adorata,
Io che ti piango ognora, io che sospiro,
Già da tre lustri... e fremo... Oh Ciel! che miro?

si volge, e vede varj alberi che riconosce, e con emozione.


Il salice, che il giorno
Di mie nozze piantai! La querce mia
Grandeggia ancora!... I pini de’ miei figli!

O dolci, e amare rimembranze! Allora

con pas.


Felice sposo, lieto padre... Ed ora!...
               Isolato sulla terra
               Tutto omai per me finì
               Freddo marmo oh Dio! rinserra
               Quanto a me fù caro un dì.
               Sposa; amore; figli; onore;
               Vil nemico a me rapì.
Per le segrete sotterranee vie,
Che dalle tombe di quel tempio in seno
Conducono de’ monti,
Io su gl’indegni piomberò - Già pronti

Son tutti i fidi miei „Ma chi s’avanza,

osserv.


Un Guerriero! - E chi mai?
S’osservi.

abbassa la visiera, e si ritira dietro le rovine del Tempietto.