Costanzo. Amore alma è del mondo, amore è cetra
Che d’auree corde ed infinite e sante
Leva eterna melòde al primo amante. 15Qui il miglior raggio che di lui traluce
E a figurar ne ajuta il paradiso,
Entro nel giro di begli occhj luce,
E in quel benigno innamorato riso
Che dell’alma è splendor parvente in viso, 20E alle forme superne è simigliante. Pontano. China sui molli e candidi origlieri,
Come sul vitreo lago un fior di loto,
E da blando sopor vinta l’altrieri,
La vidi e stetti ad ammirarla immoto. 25Dalle ombrate pupille
Uscian veneri a mille,
E dai labbri socchiusi
E dai capei diffusi in bionde anella.
Stringer quelle e trattar m’era diletto 30Morbide più che penna d’aïrone,
E sul bel volto e sovra il bianco petto
Sfogliando nevigar fior di stagione.
Dal gentil nembo tocchi
Schiuse languidi gli occhj 35Ella, e fe’ rosso il viso,
E m’allegrò d’un riso - tuttavia. Costanzo. China i begli occhj e nell’andar modesta
E piena d’ineffabil leggiadria,
Sotto un candido velo, in umil vesta, 40L’altrier Madonna al maggior tempio gia,
E tutta gente accolta in sulla via
Di soave stupor facea tremante.
Veníala ognun con dolce atto inchinando,
E a me parea veder d’angeli schiera 45Seguirla con amore e dir, cantando:
— Sorgi, o diletta, alla più alta sfera; —
E d’ambrosia immortal, colà dov’era,
L’aria del tempio si sentia fragrante. Pontano. Un poderel gentile, una casetta,