50Dove sul mar Posilipo declina,
Dove abbracciato colla mia diletta
Ora il limpido ciel di Mergellina,
Ora il bel flutto io scopra,
E folta mi ricopra 55La pergola vivace;
Quest’un desio mi giace entro dell’alma:
E uno schifo talora ambo ne porti,
Solcando il mar, tra Procida e Miseno,
Là dove dai verzier vaghi e dagli orti 60Spirto sen’ vien di mille odori ameno;
Ed ella grazïosa,
Con la voce amorosa
Canti dolci parole
Che la marina e il Sole - e il ciel rallegri. 65Talor sul vespro in solitaria parte
Di naccare e di flauti alle cadenze,
Mutar la veggia senza studio ed arte
Sue lascivette e facili movenze;
Poi, con gioconda faccia, 70Entro le aperte braccia
E sui lenti ginocchi
Per vezzo mi trabocchi - ella e mi baci. Costanzo. O felice languir, s’ella il saluto
Dolce e amorevol suo mai non disdica, 75E legger sappia nel color ch’io muto
E nel parlar che sè medesmo implica;
E giunga il di che sospirando dica:
— Più bel cor non vid’io, nè più costante. —
E se gli occhj volgesse agli occhj miei, 80Pur come insegna a’ suoi discenti amore,
O per troppo di gaudio io mi morrei,
O com’è in ciel beato ogni splendore
Solo mirando al suo nobil Fattore,
Di me nel mio guardar fora il sembiante. Pontano. 85Sognai (pèra quel sogno) estinta e chiusa
Tra verdi zolle, oimė! la mia fanciulla ;
E nel cor mi piangea l’alma, rinchiusa