Sue schiere visitando ed il perplesso 55Cor delle genti. Ah! non treman si forte
Bianche populee foglie, e non s’appanna
Nitido specchio ad un leggier respiro,
Come l’anima mia si turba e trema.
Oh lassa me, chè, quel pendente ognora 55Dal mio collo amuleto, ove per motto
Sacro e solenne son due nomi incisi, Dio e Manfredi, il suo color tramuta
E s’infosca di macchie adre e sanguigne!
Il mio signore ov’è? perchè s’asconde 60A me l’amico mio?
O figlie di Partenope,
Dite, vedeste mai uom più guerriero
E magnanimo più? Membra si vaghe
Fasciar vedeste invitta alma d’eroe? 65Come alto cedro in selva, o come il giogo
Pinifero di Pelio in fra i minori
Poggi Cadmei, grandeggia il mio consorte
Cosi tra l’armi e le bandiere e i duci
Di schierata coorte. 70Degli occhi suoi nell’amoroso giro
Trema un vago zaffiro,
E somigliano al ciel che lento albeggia
E ad or ad or di dolce foco è tinto.
Il crin cosi biondeggia, 75Che par tremulo rivo
In cui s’infrange del tramonto il raggio.
Fanciulle, io vi scongiuro,
L’orme occulte del te cercando gite,
E pietose gli dite, 80Come all’ancella sua trepida il core,
E che langue d’amore.
Tale è il mio dolce amico
Qual ne’ calabri monti il verde arbusto
Che la manna distilla. 85Appiè dell’ombra sua
Io mi son verginella un di seduta