| Questa pagina è stata trascritta e formattata, ma deve essere riletta. |
| 266 | idillj. |
Gighe e d’arpe piangevoli, che l’aure
Empier parranno di sospir languenti
E di teneri accenti.
V’avran chiostre fiorite
40Di ben trecciati ed odorosi arbusti,
In cui seggi staranno e bei triclinj
Di musco e rose. Ivi de’ miei pincerni
E de’ donzelli andrà la bionda schiera,
Snella, adorna e leggiera,
45Empiendo intorno le porpuree tazze.
Per invisibil mano
Giù dalle verdi cime e dai fronzuti
Tetti nevigherà di fiori un nembo;
E suoneran commosse
50Talor da picciol vento
Campanette d’argento e d’or sospese,
E parran voci erranti e sospirose
Di Silfi innamorati
Pel ciel volando dal desio chiamati.
Coro. 55Nov’arte di diletti amor t’insegna,
E coi diletti insieme
Real larghezza e cortesia condegna.
Manfredi. Amor m’apprende e sforza
La letizia versar ch’entro m’abbonda,
60E ne’ più cari petti
Cercar l’immago de’ miei colmi affetti.
Gioja solinga e muta
O non dura o si scema o s’inacerba;
E pure a Dio sul trono
65Recò dolcezza a dir: — Mirate, io sono.—
V.
Manfredi. O figlie di Partenope,
Il suon di guerra e l’armi,
I subiti apparecchi e il moto e i segni
Delle animose schiere
5Che alle sveve bandiere accorron folte,