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216 parte terza

de’ Gramalici latini del Putschio (p. 118 e 881). Dalle quali citazioni veggiamo che questo poema fu da Nevio scritto in versi eroici; perciocchè Sosipatro questo verso ne arreca:

Collum marmoreum torquis gemmata coronat;

E Prisciano quest’altro:

Faecundo penetrat penitus thalamoque potitur.

Di questo poema parla ancora il Quadrio (t. 6 I. 472). Ma mi fa maraviglia ciò che questo autore altrove dice di Nevio (ib. p. 623), cioè ch’egli fu nella sua Arte poetica da Orazio deriso, perchè un poema sulla guerra di Troia cominciato aveva con questo verso:

Fortunam Priami cantabo et nobile bellum.

Io. non so certo ove abbia trovato il Quadrio, che Nevio scrivesse un poema sulla guerra di Troia, perciocchè di tutt’altro argomento egli trattava nella sua Iliade Cipria, cioè delle guerre d’amore; e non so pure ove abbia egli trovato che Orazio a quel luogo parli di Nevio. Il poeta che Orazio deride, non con altro nome è da lui chiamato che con quello di poeta da piazza: scriptor cycheus; la qual espressione non vedo come a Nevio convenga. Ma somiglianti errori anche nelle opere de’ più dotti uomini s’incontran talvolta.


Notizie de’ primi anni di Ennio. X. A questi due poeti fu contemporaneo Ennio. A qual anno ei nascesse, l’abbiam già veduto di sopra coll’autorità di Cicerone, cioè nell’anno di Roma 514, Morì, come lo stesso Tullio altrove afferma (De Senect n. 5), nel