Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo I, Classici italiani, 1822, I.djvu/332

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libro terzo 283

costume provveduto più saggiamente, e i più pericolosi e seducenti passi di questo poema non avesse posto in maggior luce che non conveniva, o gli avesse almeno con opportune annotazioni impugnati. Forse un egregio antidoto avrebbevi ei contrapposto, se avesse potuto condurre a fine un suo filosofico poema a cui erasi accinto, ma che forse dalla morte gli fu vietato finire. Il solo principio ne abbiamo nel Giornale d’Italia (t. 21, p. 2581).


Epoche della vita di Catullo. VII. Pochi anni prima di Lucrezio, cioè l’anno di Roma 696, se creder vogliamo alla Cronaca Eusebiana, era morto C. Valerio Catullo in età di soli 30 anni. Ma quest’epoca non par sicura. Lascio da parte l’opinion singolare di Giuseppe Scaligero, il qual vuole (Animadv. in Euseb.) che Catullo morisse solo dopo l’anno 737, opinione che lungamente è stata confutata dal Bayle (Diction. art. “Catullus„). Certamente però fino all’anno 706 dovette ei vivere, poichè accenna il consolato di Vatinio, che cadde appunto in quela’anno, così dicendo:

Per consulatum pejerat Vatinius.

Carm. 52.

Che in Verona precisamente e non in Sirmione egli nascesse, lo ha provato il m. Maffei

(Verona illustr. P. 2, lib. 1) presso del quale

  1. Un’altra versione del poema di Lucrezio ci ha data recentemente l'ab. Rafaele Pastore, di cui lion posso dar distinta contezza, non avendola mai avuta sott’occhio. Così pure altre versioni abbiamo in questi ultimi anni avute di altri poeti. Ma non è di quest’opera il darne un catalogo.