Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo I, Classici italiani, 1822, I.djvu/82

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o avere storici stranieri sì, ma ad essi vicini o di età o di luogo, o avere gli antichi lor monumenti, ma tali che e si potessero sciferare sicuramente, e le principali epoche delle loro vicende chiaramente ne stabilissero. Or degli storici etruschi non ci è rimasto pur uno. Gli storici latini, le cui opere non sono perite, troppo eran lontani da’ tempi a cui fioriron gli Etruschi; e unicamente intenti ad innalzare la gloria de’ lor Romani, nulla curavansi di quella degli antichi loro nimici, di cui perciò appena fecero motto. Gli storici greci non solo per la maggior parte di età, come i latini, ma di luogo ancora troppo eran discosti dagli Etruschi, perchè delle cose loro ci potessero, o volessero dare diligente contezza. I monumenti etruschi per ultimo, benchè in sì gran copia in questi ultimi tempi scoperti, son tali però, che per la difficoltà della lingua in essi usata, di cui, non ostante il lungo e penoso studio di dottissimi uomini, non si è ancora accertatamente compresa l’indole e la natura, e per l’incertezza dell’età loro, non ci danno que’ lumi che pur vorremmo trovare nelle loro storie.


È certo ch’essi coltivarono le scienze. V. Ciò non ostante anche in mezzo a sì folte tenebre abbiam tanto di luce, quanto ci basta ad assicurare che gli Etruschi coltivarono felicemente le scienze; anzi che i primi furono per avventura che in Europa le coltivassero1.

  1. A questo passo cominciano gli spaventosi assalti che l’ab. D. Saverio Lampillas ha dati alla mia Storia ne’ due primi tomi del suo Saggio storico-apologetico