Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo II, Classici italiani, 1823, II.djvu/557

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520 LIBRO la Storia dell1 Italiana Letteratura, di quella ancora delle provincie ci conviene dir qualche cosa. Inoltre i dotti uomini, de’ quali abbiam finora parlato, furono tutti idolatri. Questa era la reli gioii dominante, e perciò la più numerosa, la sola avuta in pregio da’ principi, e spesso ancora la sola che fosse lecito di professare. I Cristiani, benchè non piccolo fosse il loro numero, costretti però sovente a tenersi nascosti, e a sottrarsi al furore de’ loro persecutori, non aveano per lo più nè agio nè tempo a coltivare attentamente gli studj; e il loro orrore per le gentilesche superstizioni faceva ancora che molti si tenesser lontani da quegli studj che potean sembrar gentileschi. Contuttociò anche tra essi ebbe luogo il coltivamento delle scienze, e delle sacre singolarmente; e dobbiamo perciò esaminare ancora ciò che appartiene alla letteratura de’ Cristiani d’Italia. Queste due ricerche formeran F argomento di questo libro; dopo il quale non dovrem più separare gli studj di Roma dagli studj delle })rovincie d’Italia, nè la letteratura degli Idolatri da quella de’ Cristiani. Roma da’ tempi di Costantino in poi non fu più la stabile ed ordinaria sede de’ Cesari; e la religion cristiana essendo divenuta la religione del trono, divenne ancora la religion dell’impero; e gl’idolatri tollerati solo ancora per qualche tempo non ebber molti che per sapere si rendesser famosi. Così secondo i diversi tempi di cui scriviamo, ci conviene cambiar ordine e metodo di ragionare , perchè la letteratura italiana ci si offra in quell’aspetto in cui ella fu veramente.