Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo III, Classici italiani, 1823, III.djvu/570

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QUARTO 5o£ volte egli fu costretto a fare dalla sua chiesa, si vegga il sopraccitato Muratori (ib. t. 5,p. 461), il quale giustamente riflette che la Storia condotta da questo scrittore dall’anno 1095 fino al 1137 è una delle più utili che di questi tempi ci sian rimaste. L’ultimo degli storici milanesi di questa età è un cotal Sire Raul di cui non si ha alcuna contezza, e di cui solo abbiamo una buona Storia delle guerre che i Milanesi sostennero contro di Federigo I dall’anno 1154 fino al 1157, la quale da un codice dell’insigne libreria del collegio di Brera in Milano fu data alla luce dal medesimo Muratori (ib. t. 6, p. 1169). XII. Altre città ancora di Lombardia ebbero i loro storici, perciocchè, oltre l’anonimo poeta che scrisse, come già si è detto, la Storia della guerra che i Milanesi ebbero co’ Comaschi dall’anno 1118 fino al 1127, due famosi storici ebbe Lodi, cioè Ottone Morena e Acerbo di lui figliuolo, i quali uno dopo l’altro scrisser delle Cose di Federigo I e della lor patria. Ottone, il quale nella prefazione si dà i titoli di giudice e di messo di Lottario, eli’ ci chiama III, e di Corrado II, conduce la sua Storia fino all’anno 1162, dopo il qual tempo ella fu continuata da Acerbo. Questi fu assai caro all’imperator Federigo, e da lui fu eletto podestà della sua patria, e impiegato in più onorevoli commissioni, come dalla Storia medesima raccoglie il Muratori (ib. t. 6, p. 951). Egli giunse scrivendo fino all’anno 115-, in cui morì in Siena, per testimonio di un incerto scrittore che per qualche tratto continuò la Storia di questi due XII. Storici di altre città lombarde.