Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo IV, Classici italiani, 1823, IV.djvu/300

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secondo 271) Joannes in factis Comun. Bonon. semper vigil fuerit, ec. (ib.). E quando nel quinto tomo di questa Storia dovrem ragionare del celebre Cecco d"Ascoli, vedremo ch’egli fu scelto ancor giovane a professore d’astrologia in Bologna. Nè minore era in ciò la superstizione de’ Padovani, perciocchè, come afferma il ch. Facciolati De Gymn. petav. syntag. 5, p. l57), negli Statuti di quella università, parlandosi dell’astrologo, si dice: quem tamquam necessarissimum haberi omnino volumus. Ma degli astrologi sia omai detto abbastanza; e torniamo a coloro che in più utili cose occuparono il tempo e l’ingegno. XXllI. Ebbe il secolo XIII uno scrittore di Ottica, che parve allora uomo in questo genere prodigioso, cioè Vitellione, della cui opera stampata in Norimberga nel 1551 veggasi il giudizio del Montucla (Hist. des Mathem. t.1,p. 4?. 1). Egli non fu di patria italiano, perciocchè ei si chiama nella dedica dell’opera stessa a F. Guglielmo da Morbecha filius Thuringorum et Polonorum. Ma io sospetto ch’ei facesse i suoi studi in Italia. Certo egli accenna più volte di avervi fatto soggiorno: quales aquas , dic’egli (Optica. l. 10, n. 42), in loco subterraneo in concavitate montis, qui est inter civitates Paduam et Vicentiam, qui locus dicitur Cubalus, nos vidimus, ec.; e altrove (ib. n. 57): Invenimus et nos diebus aestivis circa horam vespertinam vel modicum ante circa Viterbium in quodam praecipitio apud balneum, quod dicitur Scopuli, ec. (a). (a) 11 vig. ah. Anrlres afferma (Dell’Origine e Progr.