Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo IV, Classici italiani, 1823, IV.djvu/468

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SECONDO 44/ certissimi monumenti. Di lui abbiamo alle stampe un’opera in quattro libri divisa intorno all’Or* dine de’ Giudicii. Ei fece inoltre chiose e comenti sulle tre prime collezioni delle Decretali, delle quali abbiam di sopra parlato; intorno a che e a qualche altra opera di Tancredi veggasi il sopraccitato esattissimo P. Sarti, che scuopre insieme e rigetta i non pochi errori commessi dal Panciroli nel ragionarne, e allega le varie lettere a lui scritte da’ pontefici Onorio III e Gregorio IX, e le onorevoli commissioni di cui essi l’incaricarono, fra le quali non vuol tacersi ch’ei fu uno de’ deputati da Gregorio IX a formare il processo sulla vita e su’ miracoli di S. Domenico. Ma al nome e. al saper di Tancredi fu singolarmente glorioso che a lui indirizzasse il pontefice Onorio III le sue Decretali, perchè le pubblicasse nell’università di Bologna, come abbiamo poc’anzi osservato. Non si sa in qual anno ei morisse; ma non trovandosi memoria alcuna di lui dopo l’anno 1234, sembra probabile ch’ei non l’oltrepassasse di molto. XIV. La brevità di cui mi son prefisso di usare in questo argomento, che non abbisognai di essere molto illustrato, mi costringe a pas-; sare sotto silenzio moltissimi altri professori e comentatori de’ Canoni, che in questo secolo stesso fiorirono in Bologna, e che si annoverano dal P. Sarti. Tra essi veggiamo moltissimi, stranieri, come, oltre ai già nominati, Guglielmo normanno , Elia inglese , e Tebaldo d’Amiens (pars 1,p. 314),Vincenzo spagnuolo (ib.p. 332), S. Riccardo vescovo di Cicester (ib. p. 334),