Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo IV, Classici italiani, 1823, IV.djvu/740

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TEllZO 7»y (p. 25i)j dice che l’architetto ne fu Jacopo di nazione tedesco, il che par che confermisi da Pietro Rodolfi nella sua Storia di quell1 Ordine , il quale, benchè dica di non aver trovato il nome dell’architetto, avverte nondimeno che essa Opus Theutonicum est (Hist Seraph. l. 2 , p. 247). Il Baldinucci però dubita che Jacopo fosse italiano, o toscano, non già tedesco (l. cit.); poichè Arnolfo , che credesi di lui figliuolo, era natìo di Colle in Toscana, coni’ egli pruova da un passo delle Riformagioni di Firenze del 1299. Nè sarebbe privo di forza queslo-’-argomento, se fosse certo che Arnolfo fosse veramente figliuolo di Jacopo3 ma lo stesso, Baldinucci ci avvisa che in uno spoglio del Borghini, tratto da’ libri medesimi delle Riformagioni, Arnolfo si dice figliuol di Cambio. Checchè sia di ciò, siegue a dire il Vasari che la fama colla fabbrica del tempio d’Assisi ottenuta da Jacopo, il fè chiamare a Firenze, ove diede il disegno di molte fabbriche che dal Vasari si annoverano. Ma questo dotto scrittore non ha avvertito a un non piccolo errore di cronologia che qui ha commesso; perciocchè. dopo aver detto ch’ei venne a Firenze , poichè ebbe innalzato il tempio di Assisi, opera intrapresa dopo la morte di S. Francesco, che accadde l’anno 1226, e continuata, come afferma lo stesso Vasari, per quattro anni (a), (a) 11 P. delti Valle osserva (Lettere Sane si, t. 1, p. 179, ec.) che il tempo di Assisi era già compito l’an 1230. Ei reca ancora alcune probabili congetture a provare che l’architetto di quel magnifico edificio non fosse già quel tedesco Jacopo nominato dal \ asari,