Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo V, parte 1, Classici Italiani, 1823, V.djvu/137

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1OO LIBRO p. 325), e trovasene inoltre menzione nell’aggiunta alle Croniche de’ Cortusii pubblicata dal Muratori (Script Rer ital. voi. i 2 , p. 977). Il Facciolati aggiugne qui ancora la fondazione in quell’anno stesso accaduta del collegio che di- m cesi di Tournay, fatta in Padova da. Pietro 1 Boaterio cittadin bolognese , e col suo favore promossa da Francesco Novello da Carrara; e parla ancor delle leggi che al regolamento di esso furon prescritte, e del numero e della scelta de’ convittori, che in diversi tempi è stata diversa. Rammenta oltre ciò la fondazione (l. cit. p. 24) di un altro collegio fatta l’anno i3c)o da Jacopo d’Arquà per alcuni poveri giovinetti che volessero attendere agli studi della filoso^ ila o della medicina (a); e quello da Pier di Garfano fondato l’an 1393 (ib. p. 25) per tre scolari dell’Isola di Cipro; e quello che il cardinale Pileo da Prata istituì ’l’anno 1394 1 (ib. p. 26) per venti giovani che fossero ve- ‘ neziani, o padovani, o trivigiani, o del Friuli, e un altro per quattro scolari di Osimo fondato da Andrea da Recanati (ib. p. 28) l’anno 1397, e Analmente quello che per sei giovani (a) Jacopo d:Arquà era valoroso professore di medicina in Padova; ed è degno d5 esser qui accennato. un decreto che dal collegio degli artisti egli ottenne nel 1567 , e di cui mi ha data notizia l’eruditissimo | sig. abate Francesco Dnrighello. E rasi introdotto il co- J slume che alcuni professori radunavano in casa loro di notte tempo gli scolari, e leggevan loro que’ libri che più a ciascheduno piacevano. Parve questo un abusa pericoloso, c ad istanza di Jacopo si ordinò che dal priore e da’ consiglieri dello stesso collegio si dovesV*ro stabilire i libri , i quali da ciascheduno de’ prò* fessoli si dovesser leggere a’ loro scolari.