Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo V, parte 1, Classici Italiani, 1823, V.djvu/250

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SECONDO a 1 3 Siiccessus belli dubios, mundique tumultus , Fortunasque Ducum varias? Il Petrarca fu un de’ pochi di questo secolo che, sollevandosi sopra i volgari pregiudizj , si ridesse dell1 astrologia giudiziaria , come altrove vedremo. Qui nondimeno ci sembra lodare ciò ch’egli stesso credeva degno di biasimo e di disprezzo; e ciò probabilmente per rispetto a Roberto, che per quanto fosse uom saggio, in questo nondimeno si lasciò egli pure travolgere dalla corrente. Ne loda poscia la dolce e facile eloquenza nel ragionare; e si duole con Roberto che abbia perduto un giudice e uno stimatore sì grande de’ sublimi ragionamenti che cogli uomini dotti ei dilettavasi di tenere. Finalmente ne celebra i talenti poetici, e conchiude con questa funebre iscrizione onde ornarne il sepolcro: Qui fuit Hesperiae decus, et nova gloria gentis , Cultor amicitiae fidus, charisque benignus , Convictu placidus , vultuque animoque serenus, Religione pius, factis habituque modestus, Altus et ingenio, facundo splendidus ore , Flos vatum, coeli scrutator , cognitus astris , Rarus apud veteres, nostro rarissimus aevo , Unicus ex mille jacet hic Dionysius ille. Vili. Un professore di teologia nell’università di Parigi, qual era Dionigi da Borgo S. Sepolcro , pare che avrebbe dovuto lasciarci a monumento del suo sapere opere teologiche e sacre. E nondimeno non sappiamo che alcuna ne scrivesse di tale argomento, trattene alcune postille sulla Lettera a’ Romani; e quelle di cui ci è rimasta memoria, son quasi tutte di vi». Su« opere.