Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo V, parte 2, Classici italiani, 1823, VI.djvu/101

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SECONDO Go5 essa è intitolata de Originibus rerum, di che propriamente non trattasi che nella mentovata aggiunta; e in qualche altro codice più corretto ella è intitolata de Viris illustribus. Anche il cognome dell’autore non è ivi qual fu veramente , perciocchè in vece di Pastrengo leggesi Pastregico. Essendo questa edizione divenuta rarissima, e avendola a caso veduta nel suo viaggio d1 Italia il già lodato Montfaucon, e confrontatala con due codici mss. che trovonne in Roma, avea risoluto di farne una nuova edizione (l. cit). Lo stesso disegno avea formato il marchese Maffei, ed egli pure perciò aveane collazionato un manoscritto veneto; ma nè l’uno nè f altro ha condotto il suo disegno ad effetto (a). XI. Or dagli scrittori di storia generale passiamo a coloro che ci tramandarono quella di qualche particolar provincia, benché pure, quai più quai meno, toccassero ancor le cose in (a) Opera di somigliante argomento, ma a una sola classe ristretta , intraprese circa questi tempi medesimi uno scrittor mantovano non rammentato finora, ch’io sappia , da alcuno, cioè Rinaldo degli Obizi Il signor Vincenzo Malacarne mi ha data notizia di un bel codice in pergamena da lui veduto. Il titolo è: De vita, moribus et dictis Philosophorum. Haynaldus /1/,7/i/ovanus. E opera diversa del tutto da quella di Diogene Laerzio. e contiene le Vite di centotrenta filosofi, gli ultimi de’ quali sono Claudiano, Simmaco e P ri sciano. Al fine si legge: Explicit liber de moribus et vita pòi* lo tophorum d e lune penultimo Augusti MCCCLXI Indictione quarta decima. Urbis Virgilii Raynaldus nomine natus Obizorumque fuit.scriptor de prole rrcatu*.