Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VI, parte 1, Classici italiani, 1824, VII.djvu/139

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tempo a Firenze in ogni facultà, et per la fama di tanti singulari uomini venne in Firenze grandissimo numero di Scolari d’ogni parte del mondo. Era la Città di Firenze in quello tempo dal ventidue al trentatrè in felicissimo istato copiosissima di uomini singulari in ogni facultà, ec. Qui non si indica il tempo in cui si fece questa riforma. Ma parlando di Giovanni Aurispa, che in questa occasione cercò di ritornare a Firenze, proveremo che essa dee riferirsi all’anno 1428. Nè fu solo lo Strozzi che si adoperasse a vantaggio di quella università. Molto ella ancora dovette a Giannozzo Manetti, che verso quel tempo medesimo godeva di grande autorità in Firenze. Naldo Naldi, nella Vita di questo rinomatissimo uomo pubblicata dal Muratori, racconta (Script. Rer. ital. vol. 20, p. 538) che spesso ei fu destinato a presiedere alle scuole e a sceglierne i professori, e ch’egli il fece con attenzione e diligenza sì grande, che a que’ tempi erano gli studi fiorentini in pregio non ordinario.


Celebri professori ch’esso ebbe.

VI. Uno de’ professori che l’anno 1428 furon condotti a Firenze, fu Francesco Filelfo, e abbiamo la lettera ch’egli scrisse a Palla Strozzi, accettando l’invito che questi aveagliene fatto, in cui colla sua usata franchezza gli dice che è costretto dalle circostanze del tempo a dichiararsi pago dei trecento scudi che gli vengon promessi, colla speranza di accrescimento dopo un anno; ma che vuole ch’essi gli siano pagati prontamente e senza ritardo (l. 1, ep. 41). Di Firenze ancora, come già di Bologna, scrisse dapprima il Filelfo lodi