Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VI, parte 1, Classici italiani, 1824, VII.djvu/359

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PRIMO 343 (jti. Dominicum de Columbis olim habitatorem civitatis Januae, et filium qu. Joannis habitatoris iti dieta J illa PradeìU. Rifletto ancora che nè Domenico nè Giovanni non vengon in esso detti natii di Pradello, ma di Giovanni si dice solo che ivi abitava j al contrario Tommasino dei Duzzi si dice natìo di Pradello: Thomasinum de Duziis qu. Bertoni de Villa Pradelli. Rifletto per ultimo che i beni, de’ quali si parla nel detto strumento, erano sottoposti alla condizione di Fedecommesso da Bertolino Colombo padre di Giovanni e bisavolo di Cristoforo, come sull’autorità di altre carte afferma il canonico Campi. Or posto ciò, mi sembra che ogni cosa si possa in questo modo spiegare. La famiglia di Cristoforo era, a mio parere , orionda da Pradello, ove le carte accennate dal sopradetto scrittore ci mostran molti di tal cognome. Ma già da gran tempo il ramo da cui discese Cristoforo, se n’era assentato per trasportarsi nelle terre dei Genovesi; e ciò era avvenuto probabilmente sin da’ tempi di Bertolino, il qu.tl dovea essersi stabilito in Quinto nel territorio di Genova. Giovanni però , figlio di Bertolino, dovette venire ad abitare per qualche tempo in Pradello 5 c così si concilia lo strumento piacentino, ove egli è detto abitator di Pradello, collo strumento savonese in cui, come abbiamo veduto, egli è detto ora de Quinto, ora de Quinto Januae. Domenico figliuol di Giovanni convien dire che passasse ad abitare in Genova, e che vi ottenesse il diritto della cittadinanza. Perciò nella carta di Piacenza egli è