Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VI, parte 1, Classici italiani, 1824, VII.djvu/611

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SECONDO 5()5 esso ne avea pubblicata quest’opera, ne avessero con ciò oscurato il nome, e aggiungendo che, s’ei fosse vissuto, non avrebbela certamente data alla luce. L’opera del Bellanti è intitolata: De Astrologiae veritate Liber Quaestionum; e in essa, divisa in venti questioni, usa ogni sforzo per provarci quanto possiam fidarci a’ giudizi astrologici. Segue poscia Astrologiae defensio contra Joannem Picum Mirandulanum, in cui in dodici brevi libri si sforza di confutar gli altrettanti del suo avversario, ma con quel felice successo che ognun può immaginare. Tra gli argomenti ch’ei reca a favor degli astrologi , uno è la predizione fatta da Paolo da Meddelburgo vescovo di Fossombrone e famoso astronomo di que’ tempi (di cui farem cenno nuovamente nel secolo xvi), il quale predetta avea la venuta di un falso profeta. E questo pretende egli (Contra Picum, l. 5) che fosse il celebre f Girolamo Savonarola; anzi aggiugne di se medesimo, che può citar moltissimi testimonj, che cinque mesi innanzi alla tragica fine di quel religioso avea pronosticato che esso inclinava all’eresia, e che sarebbe stato strozzato: Complures sunt autem Florentiae testes fide dignissimi , quibus inspecta Hieronymi Savonarolae genitura, quinque ante ejus jacturam menses, dum florebat, et ipsum Hieronymum ad heresim inclinatum , et laqueo vitam terminaturum praedixi. Ma s’ei voleva ottener fede , dovea nominare distintamente i testimonj di cotal sua predizione, la qual per altro potea agevolmente