Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VI, parte 1, Classici italiani, 1824, VII.djvu/650

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034 LIBRO presto allo studio della musica, e fatto già sacerdote, passò a Mantova, dove suo padre militava sotto il march. Lodovico Gonzaga. Due anni continuò i suoi studi, e recatosi poscia a Verona per altri due anni. ivi la insegnò; indi per un anno in Genova, chiamatovi da Prospero Adorno. Andossene di là a Napoli, ove disputando coi più celebri musici , sempre più si avanzò in quest’arte; finchè la peste e le scorrerie de’ Turchi il costrinsero a partirne e a far ritorno a Lodi, e ivi stando per tre anni presso quel vescovo Carlo Pallavicino ammaestrò alla musica molti fanciulli. Finalmente per opera di Roberto Barni canonico di Lodi e vicario dell’arcivescovo di Milano, chiamato a Milano l'anno 1482 fu eletto capo de’ cantori di quella metropolitana, e continuò poscia ivi per molti anni insegnando, scrivendo e facendo recare di greco in latino le opere degli antichi scrittori greci di musica. Annovera poi il Sassi le opere da lui composte, che si hanno alle stampe, e sono la Teoria della Musica stampata nel 1492 in Milano, e la Pratica di essa ivi pure stampata quattro anni appresso, e un trattato dell’Armonia de’ musicali strumenti da lui composto in età di quarant’anni, ma pubblicato solo nel 1518. Quest’ultimo diede occasione a un’arrabbiata contesa; perciocchè Giovanni Spatario musico bolognese ne fece un’assai mordace critica, la quale fu seguita da altri non men pungenti scrii ti e del Gafurio e dello Spatario, e di più altri che sorsero a difesa del primo, di che veggasi il sopraccitato Sassi e il co. Mazzucchelli, ove ragiona