Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VI, parte 2, Classici italiani, 1824, VIII.djvu/168

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8 IO LIBRO sere professore di giurisprudenza civile fino alla morte, che avvenne nel 1479 di che alle prove recate dal co. Mazzucchelli si può aggiugnere quella de’ sopraccitati Annali, ne’ quali di essa si fa menzione al detto anno: Dominus Andreas Barbatia origine Siculus, sed Bononiae educatus, postquam Jura Civilia et Canonica usque ad senium magna cum fama legisset, magno peculio acquisito, relictis quatuor filiis et aliquibus fili ab us, mortuus est et sepultus in Sacro Petronio in Capella, quam sibi vivens elegerat Più altre notizie intorno alla vita di questo insigne giureconsulto, a’ figliuoli ch’egli ebbe da Margherita de’ Pepoli sua moglie, da’ quali discende la nobilissima famiglia senatoria Barbazza, che ancor fiorisce in Bologna, agli onori ch’ei ricevette da’ principi di quell’età, alla straordinaria memoria e all’acuto ingegno di cui era fornito, a’ difetti, che gli furono apposti, d’uomo venale, imprudente e presentuoso, e finalmente intorno alle molte opere legali che ne abbiamo alle stampe, si posson leggere presso il co. Mazzucchelli. Io mi trovo ingolfato in un troppo ampio argomento, perchè mi sia permesso di trattenermi a parlar lungamente di ciò che dall’altrui diligenza è stato bastevolmente illustrato.

XXVII. Più lungamente mi conviene distendermi nel ragionare di Pietro Tommai da Ravenna, giureconsulto a questi tempi rinomatissimo, non solo pel suo sapere nelle leggi, ma più ancora par la prodigiosa memoria di cui era dotato. Il Panciroli nomina in due diversi luoghi Pier Francesco da Ravenna (c. 117) e