Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VI, parte 3, Classici italiani, 1824, IX.djvu/250

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1464 ljbho pruova il Zeno colla testimonianza del card Jacopo Ammanati e di Paolo Cortese. Lo stesso Zeno e il march. Mafl'ei ci danno un esatto catalogo di tutte le altre opere sì pubblicate come inedite di Guarino. Esse sono parecchi trattatelli grammaticali per!le lingue greca e latina, comenti sopra alcuni antichi autori di amendue le lingue, molte orazioni fatte in Verona, in Ferrara e altrove, alcune poesie latine, e molte lettere, delle quali due codici si hanno in questa biblioteca Estense, oltre più altre sparse qua e là in altri codici (*). lo non entro a parlare minutamente di tali opere, sì perchè ciò non è proprio di questa mia Storia, sì perchè i due suddetti scrittori e il Fabricio corretto da monsig. Mansi (Bil)l. ined. et inf Latin, t. 3, p. i i<j, ec.) nulla ci lasciano a bramare su questo argomento. Solo deesi aggiugnere che una lettera, o anzi un’orazion panegirica da lui scritta l’an 1447 'da Ferrara ad Alfonso re di Napoli, mentre Girolamo suo figlio era al servigio di quel sovrano, e un’ orazione in lode di Niccolò III d’Este sono state non ha molto date alla luce (Miscell. di varie Operette, t. 6, Ven. 1742 p. 47 > Misceli. Baluz. ed. luc. t. 3, p. 196). A lui ancora dobbiamo le Poesie di Catullo, (*) Alcune Lettere inedite ili Guarino da Verona sono siale pubblicale di fresco per opera dell'eruditissimo I*. ab ¡Ylittarclli (tìibt. MSS. >S\ Mi eh. Vtwrl. />. 4-f), ec.). coll’orazion funebre ila lui delta in lode ili Gin. Niccolò Salerno, e colia notizia di più altre operette inedite che se ne conservano nella biblioteca di S. MicLci Ut Mutuilo.