Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VI, parte 3, Classici italiani, 1824, IX.djvu/303

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TERZO l5iJ del 1453, udiamo che gli avvenisse coll’ottimo pontef Niccolò V, come coll'usata sua semplicità racconta Vespasiano fiorentino (Vita, p. 11): Giunto a Roma nel tempo di Papa Nicola, fece pensiere alla sua tornata di visitare la Sua Santità. Inteso Papa Nicola come che. era in Roma, subito mandò a dire, che l' andasse a visitare. Intesolo Messer Francesco subito andò alla Sua Santità, e le prime parole che gli disse, furono: Messer Francesco, noi ci maravigliamo di Voi, che passando di qui non ci abbiate visitato. Messer Francesco rispose, come egli faceva pensiere visitare il Re Alfonso, e poi venire alla Santità Sua. Papa Nicola, che sempre era stalo amatore degli uomini letterati, volle che Messer Francesco conoscesse la sua gratitudine, e pigliò un legato di ducati cinquecento, e sì gli disse: Messer Francesco, questi denari vi voglio io dare, perchè vi possiate fare le spese per la strada. Messer Francesco veduta tanta liberalità usatagli, ringraziò la Sua Santità infinite volte di tanta gratitudine usatagli (a). Poteva egli sperare ancor maggiori vantaggi, ma la morte di Niccolò seguita due anni appresso rovinò le speranze dell infelice Filelfo. Nè minori furono gli onori ch ebbe in Capova dal re Alfonso. Questi solennemente lo dichiarò (n) 11 Filelfo ebbe anche dal pontefice Niccolò V il titolo di segretario pontificio il primo di settembre dello stesso anno i4?3, ed ebbe po'ria il medesimo onore da Pioli a’ 12 di giugno del 14**3 (.Marini, Degli Archiatri pontif. I. i,p. laq), oltre l’annua [tensione die gli assegnò, come ho avvertito.