Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VI, parte 3, Classici italiani, 1824, IX.djvu/399

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TERZO 1 Gl 3 che minacciava di continuo di fulminarlo colle sue risposte. Queste però non venner giammai in luce, perchè la morte del Merula pose fine alla guerra; e il Poliziano, che non temeva il suo avversario, cercò istantemente, ma non ottenne che fosse pubblicato ciò che quegli avea scritto per impugnarlo; intorno a che veggasi il libro xi delle Lettere del medesimo Poliziano, che sono presso che tutte di questo argomento, e la Vita del Poliziano scritta dall’ ab Serassi, ch esattamente spone la serie di questa contesa. Grandi brighe egli ebbe non meno con Bartolommeo Scala, di cui abbiam favellato nel trattar degli storici, ove ancora accennate abbiam le contese ch’ ei sostenne col Poliziano. Così pure egli ebbe a nimici Michele Marullo Tarcagnota; alla qual nimicizia sospetta il Menckenio (p. 381) che desse origine la vicendevole lor gelosia nell’amore di Alessandra Scala, che di fatti fu poi dal Marullo presa in moglie; e Jacopo Sannazzaro, che alcuni mordenti epigrammi pubblicò contro di lui forse per soccorrere il Tarcagnota e lo Scala suoi amici, benchè il Poliziano nè il provocasse mai, nè mai rispondessegli; intorno alle quali e ad altre somiglianti contese ognun può vedere ciò che assai lungamente ne ha scritto il Menckenio, il quale, comecchè cerchi ogni mezzo per iscansare e difendere il Poliziano, confessa nondimeno ch’ ei lasciossi trasportare più d’una volta oltre i confini d’ una saggia moderazione. Effetto di queste inimicizie furono le accuse di furto letterario date al Poliziano, a cui fu da alcuni rimproverato che le Miscellanee fossero