Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VI, parte 3, Classici italiani, 1824, IX.djvu/409

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TEIIZO i6a3 scepolo (*). Di araendue queste Vite, e delle opere del Beroaldo, e di altri scrittori di questi tempi si è giovato il co. Mazzucchelli nell’ ampio ed esatto articolo che intorno a questo professore ci ha dato (Scritt. it t. 2, par. 2, 1003, ec.), di cui io non farò qui che scegliere e compendiare le cose più degne d’ essere risapute. Filippo figliuol di Giovanni Beroaldo, di antica e nobil famiglia bolognese, e di Giovanna Casto, e nato in grumaticali fu ammaestrato nella lingua greca e nella latina da Francesco Puteolano da noi mentovato in questo capo medesimo; e poscia da se medesimo fece tali progressi, che in età di soli 19 anni fu destinato a pubblico professore nella sua patria. Di là passò a leggere in Parma, ed indi a Milano, e poscia a Parigi, ove pure per alcuni mesi tenne con non ordinario plauso e concorso scuola pubblica d’ eloquenza; e vi sarebbe durato più oltre, se la sua patria non l’avesse con sommo onor richiamato. Alcuni scrittori moderni non parlano del suo viaggio a Parigi, e il fanno in vece professore in Perugia..Ma poichè i due antichi scrittori non ci nominan che Parigi, è facile che sia nato equivoco per difetto di qualche copista tra l’ una e l’ altra città. Nel tornare di Francia, avvenutosi a passar per Milano, ov’ era fresca ancor la memoria della di novembre del i453, dopo (*) Giovanni Pins scritlor della Vita del Beroaldo era consigliere del parlamento di Tolosa e vescovo di Rieux io Liuguadocca.