Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/313

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TERZO * 46 3 alioquin in ter erodi tos non postremo loco, securi percussus in carcere, inde e tinnì publice crematus est (Theonost l. 1, Op. ti, p. 354)? Quelli, al contrario, che il vogliono calunniosamente accusato, sono Giammatteo Toscano, il Ghilini, Carlo Caporali, il Boccalini, Scipione Ammirato, il Zilioli e Ottavio Cossi, tutti però assai più lontani di tempo, che il Manuzio ed il Cardano, e di non grande autorità in tal genere di racconti 3 e f Ammirato, che è il più autorevol tra essi, non lascia di destare qualche sospetto che l accusa mossa per invidia si trovasse poi troppo fondata < Opusc. t. 2, p. 259). Ortensio Landi è il solo scrittore veramente contemporaneo al Bonfadio, che, dopo aver detto in un luogo ch’ ei fu accusato d infame disonestà, senza aggiugnere se a ragione, o a torto (Catalog. p. 402), altrove dice: fu arso per opera de’falsi accusatori (ivi, p. 444)Ma questi ancora non è il più veridico scrittore che ci abbia dato quel secolo. Ciò non ostante, benchè le testimonianze sien tali che ci faccian credere piuttosto reo che innocente il Bonfadio, esse non sono tali che bastano a decidere la quistione. Alcune altre riflessioni mi sembrano aver più forza contro il Bonfadio. E primieramente, se per avere irritati alcuni dei primarj cittadini, questi il volevano dannato a morte, era egli necessario l apporgli sì grave delitto? Non poteano forse o trovarsi altri mezzi per farne più segreta vendetta, o apporglisi altri delitti, degni ugualmente di morte, ma di minor infamia all' infeliceBonfadio? Inoltre, se que’ che il Bonfadio TinABoscm, Voi. XII. 20