Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/320

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LIBRO Rossi, amante della sua patria, non accettò alcuna di tali offerte e solo non potè sottrarsi alle istanze che gli fece il pontefice Clemente VIII, a cui era stato spedito ambasciador dalla patria nel 1604, perchè ivi si trattenesse colfonorevol carattere di suo medico; benchè poscia pochi mesi appresso, provando nocivo quel clima, tornasse a Ravenna. Più assai però, che per lo studio dell'arte medica, fu celebre il Rossi per quel della storia, e pel frutto ch’ei ne diede al pubblico co’ dieci libri della Storia di Ravenna, stampata la prima volta a spese del Senato della sua patria nel 1572, e poi da lui accresciuti di un altro libro e di altre aggiunte nel 1589. Lo stil colto e grave con cui essa è distesa, le ricerche che vi si fanno su molti punti di antichità, i bei monumenti che in essa sono inseriti, e la luce che in essa si sparge su tutta la storia d'Italia, come la renderono allora degna degli onori e de’ premii che l'autore n ebbe, cosi Tbau fatta rimirar sempre come una delle migliori che abbiamo. Ed infatti il Rossi era uomo diligentissimo nel ricercare tutto ciò che giovar potesse al suo intento, e ne abbiamo in pruova fra le altre cose una lettera a lui scritta da Paolo Manuzio, in cui risponde ad alcuni quesiti storici che il Rossi gli avea proposti (l. 9, ep. 18). Egli finì di vivere con segni di singolare pietà, della quale avea date in ogni tempo costanti pruove, a’ 22 di’aprile del 1607. Gli elogi co’ quali molti celebri personaggi e molti uomini dotti di quell’età hanno esaltato non solo il sapere, ma la modestia, lo probità e tutte le altre belle virtù