Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/331

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TERZO l4$3 pigafetta (a), e il Compendio delle Vite de’ Ke di Francia scritto da Vittorio Sabino, e stampato in Roma nel 1525, e alcune altre lor somiglianti, non sono tali che possano rammentarsi con lode fra le opere di tanti illustri scrittori di cui questo secolo ci offre così gran copia. Miglior diritto di esser qui accennati hanno i tre libri del cardinal Prospero Santacroce De civili bus Galline dissensionibus, ne’ quali elegantemente e giustamente racconta l origine e le vicende di quelle guerre civili fino al 1562, opera che solo in questo secolo ha veduto la luce (Martene, Collect ampliss. t. 5, p. 1427); e l’autore era ben istruito de’ fatti ch’ egli narrava, perciocchè per più anni fu nuncio del pontefice in Francia, e sostenne ancora altre onorevoli legazioni. e pe’ suoi meriti fu da Pio IV onorato della sacra porpora nel 1565. Morì vent’ anni appresso, e delle cose da lui operate parlano a luogo gli scrittori delle Vite de’ Cardinali. LXXVI. I regni di Spagna e di Portogallo ebbero essi pure qualche Italiano che si accinse a illustrare la loro Storia, e già abbiamo accennate le opere di Michele Ricci, di Cesare Campana e di alcuni altri. Più volentieri io parlerei della Storia dell’ unione del Regno di Portogallo alla Corona di Casti glia, scritta da Girolamo Franchi Conestaggio genovese, e stampata (a) 11 Pigafetta fu autore di molte altre opere, delle quali e di lui si posson vedere copiose notizie presso il P. Angiolgabriello da Santa Maria (ScritL piceni, t. 5, p 54 ec.).