Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/350

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l5o2 libro Sentenze più notabili delle opere di Francesco suo avolo. LXXXIII. La storia genealogica solo in questo secolo cominciò ad essere coltivata, perciocchè solo in questo secolo si cominciarono a ricercare gli archivii e ad estrarne gli autentici monumenti, a quali l'ignoranza e la trascuratezza de’ secoli precedenti avea perdonato. Giuseppe Betussi avea già apparecchiata su ciò un’ opera assai stesa, ma che non ha mai veduta la luce. Il Sansovino, come s’ è già accennato, ci diede l’ origine delle case più illustri d’Italia, e quella di qualche altra particolare famiglia; ma poco egli si valse de’ documenti, e per lo più raccolse soltanto alla rinfusa e senza discernimento ciò che gli avvenne di ritrovare. Lo stesso dee dirsi delle opere che in questo genere pubblicò Cesare Campana, da noi pur mentovate. Migliori assai son quelle colle quali Scipione Ammirato illustrò le famiglie napoletane e le fiorentine, e alcune altre particolari, delle quali parimente si è detto a suo luogo. Più ampia opera intraprese Antonio Albizzi nobile fiorentino, ma nato in Venezia nel 1547 > uno dei’ fondatori dell’ accademia degli Alterati in Firenze, e nell an 1574 consolo dell’Accademia fiorentina; ma che poi lasciossi sedurre dalle opinioni de’ Protestanti, e verso la fine del secolo ne abbracciò la pretesa riforma, ritirandosi a Kempten nella Svevia, ove morì il libro. Benché forse potrebbe anche essere avvenuto che ulcuno facesse una scelta cJ«-* trattali più onesti del libro, perché potesse leggersi sicuramente.