Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/36

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


Il88 LIBRO eh1 egli fece se stesso. Continuava egli intanto a starsene in Francia; e dice di essere stato in Parigi, mentre ivi era il celebre architetto Serlio (Paradossi, l. 2, parad. 20), e nel 1543 in Picardia dietro la Corte (ivi, l. 1, parad. 13). L’anno seguente 1544 v*agg,‘J Pei’ l’Allemagna; e il viaggio fu misto di liete e di avverse vicende. Egli stesso ne fa menzione nella Confutazione de suoi Paradossi, pubblicata nel 1545, facendo che il suo confutatore così lo rimbrotti: Nè si rammenta, che andando l anno passato per vedere l alta Allemagna, fosse in Thi litiga per amor delle Lettere tanto accarezzato dalT unico et singolar splendore della nazion Tedesca il Cardinale di Augusta, della cui bontà et cortesia ogni lingua dovrebbe cantare. Non si rammenta, come per il medesimo rispetto fusse onorato dal Reverendissimo Astense, et dal gentilissimo sig. Giovan Jacopo Fucchero. Non si rammenta lo smemorato, come, poi dallAlle.Allemagna svaligiato ritornando, per la fama sparsa, che Letterato fusse, lo raccogliesse già tanto amorevolmente nelle proprie case il buon M. Antonio da Mula, rettor della Città di Brescia (Confutaz. 1, p. 8). Vili. Tornato il Landi in Italia, intraprese j quel viaggio per le diverse provincie della me- j desima, ch’egli descrive nel suo Commentario ] delle più notabili et mostruose cose d' Italia et 1 altri luoghi, ch’ ei finge di aver tradotto dalla lingua aramea, e dedica al conte Lodovico Rangone. Il libro fu stampato nel i5 j8; e ben- I chè molle circostanze di questo viaggio sieno 1