Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/360

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1 5 I 2 LIBRO Librerie ch' egli ci ha date; e io prendo a parlarne ancora più volentieri, perchè assai scarse son le notizie che ne abbiamo avute finora sì dal Poccianti e dal Negri, e da altri scrittori della Storia letteraria di Firenze, che dal Bay lo e dal Marchand ne’ lor Dizionarii, dal P. Niceron (Mém, des Hom. ill. t. 33), e da più altri che n’ hanno scritto. Antonfrancesco Doni fu di patria fiorentino; ed egli in una sua lettera a M. Benedetto Volpe vanta a lungo la nobiltà della sua famiglia, di cui dice fra le altre cose con esattissima critica, che uscirono i due romani pontefici Dono I e Dono II Zucca, Ven. 1565, p. 314)- L’anno in cui nacque, non è ben noto; ma ciò dovette accadere poco dopo il principio del secolo, poichè tra le cose ch’ ei dice di ricordarsi, come avvenute a’ suoi tempi, nomina la caduta di Rodi (ivi, p. 184), che fu nel i52 2. E io credo che più precisamente si possa egli dir nato verso il 1513; perciocchè in una lettera scritta nel 1543, parlando di certe sue rime, di grazia, dice, non le date fuori, che i miei trent anni non fossero battezzati per quindici dalle genti, ec. (Lettere, p. 16, edit. yen. 1544) j e quando ei ritirossi in Arquà, cioè, come vedremo, circa il 1564, scrive che in età di cinquant’ anni avea trovato un padrone, alludendo al Petrarca, cui in quel soggiorno immaginavasi di servire (Zucca, p.259)). Il Poccianti afferma (Catal. Script. fiorent.) che il Doni in età giovanile entrò nell Ordine de’ Servi di Maria, e che poscia ne uscì. E certo l’autorità del Poccianti, religioso dello stesso Ordine, contemporaneo e concittadino