Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/394

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¡546 LIBRO a (Veriini clic Francesco fu col Possevino mandato a Padova, perchè ivi attendesse agli studi. Ma prima che a Padova, furono insieme a Ferrara, come chiaramente raccogliesi e dalla lettera al Possevino scritta da Paolo Manuzio, il quale avealo conosciuto in Roma, e aveane conceputa stima ed espettazione non ordinaria (Epist. famil. l.ijCp.ep), 15 e dalle lettere a lui scritte da Bartolommeo Ricci, quando da Ferrara passò col Gonzaga o Padova, nelle quali il Ricci si duole della perdita che quella università avea fatta nella partenza del Possevino, e con lui si rallegra che abbia scelto il tranquillo soggiorno di Padova, e che goda dell amicizia e della stima del gran Sigonio (Riccii Epist. p. 572, ec.). Queste lettere non hanno data; ma come in esse si dice che il Possevino e il Gonzaga erano da Ferrara partiti per timor della guerra, dovette ciò avvenire nel 1557, nel qual anno abbiamo veduto (l. 1, c. 3, n. 7) che per la guerra di Paolo IV quell' università fu diserta. Da esse pure raccogliesi che il Possevino avea già scritto il suo Metodo per la Storia, e un Trattato della lingua latina, perciocchè il Ricci lo esorta a dare amendue quelle opere alla luce. Morto sulla fine dello stesso anno d). Ferrante Gonzaga, la vedova principessa chiamò a Napoli il figliuolo Francesco, e con lui il Possevino, il quale ivi cominciò a formare il disegno di rendersi religioso della Compagnia di‘Gesù, che poscia dopo varii interni ed esterni contrasti, che si posson veder esposti nella suddetta Vita, eseguì. Dopo