Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/399

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TERZO l.r»5l di ini nipote, gli fosser d’aiuto a scriver l’opera di cui diremo al secolo seguente. Appena sembra possibile che un uomo, quasi sempre occupato in viaggi e in affari di sì grave momento, potesse scriver sì gran numero di opere e di sì diversi argomenti, quante ne abbiamo. Molte sono dirette a combattere le opinioni dei Protestanti, altre a istruzione e ad edifica/.ion de’Cattolici, altre appartengono agli affari de’ quali fu incaricato. Il soggiorno da lui fatto in Moscovia gli diè campo di scrivere la descrizione e la storia di quel vastissimo impero, che fu una delle prime opere che su tale argomento venisse in luce (a). Ma due singolarmente fra le opere del Possevino voglion qui essere rammentate. La prima è la Bibliotheca selecta, opera da lui ideata fin dal 1574 e che fra il tumulto di tanti affari condusse a fine in vent’anni, e pubblicò in Roma nel i5j)3. Ella è questa una introduzione, ma assai ampia e distesa, a tutte le scienze. Tratta prima generalmente del metodo di studiare e di coltivare gl’ingegni; quindi scendendo agli studi particolari, così sacri, come profani, compresavi ancora la matematica, la giurisprudenza, la medicina, la musica, la pittura, ec., spiega l'indole e l’estensione di ciascheduno, facendo quasi un sommario di tutto ciò che in ogni scienza contiensi; mostra con qual modo si debbono apprendere; addita gli errori (a) Alcune Lettere italiane del P. Possevino sono state poi pubblicale nel torno primo dell1 Epistolografìa del '^i¿. Francesco Parisi, stampata in Roma nel 1787.