Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/57

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, TERZO I 209 data alla luce col titolo: Errata Bendinelli in P Cornelii Scipionis Aemiliani vita) il che io ho voluto avvertire, perchè non trovo chi faccia menzione di questo opuscolo scritto con forza e con eleganza (a). Nel novembre del i55a passò il Sigonio a Venezia, ove il Senato chiamollo alla cattedra di belle lettere collo stipendio di 160 ducati, che poco appresso gli fu accresciuto lino a 220. Fin dall'anno i558 cominciò a trattarsi d’inviarlo a Padova: Tutto il studio di Padova, scrive egli al Panviuio a’ 28 di ottobre del detto anno (Sigonii Op. t. G, p. 1000), si è jiìosso per me, prima il Rettore, poi la Nazione Milanese, poi la Eiajnenga, ultimamente la Polacca. Tutti hanno mandati Ambasciatori in nome pubblico i più onorati scolari del studio, et hannó trovato i •Signori, e gli e stato promesso, ne gli e stata osservala la promessa. Trat tossi ancora di Roma, ove nel i5Go gli fu proposta una lettura con trecento annui scudi (ivi, p. 1014)• Neiraiino stesso passò lilialmente alia cattedra di eloquenza uelf università di Padova. Nella qual occasione scrivendogli Paolo Manuzio, Patavii te mine esse, gli dice (/. 5, ep. 18), in celeberrimo theatro, ubi spectatur, et notatur acerrime quid% quid agas, quidquiil dicas... mihi in mcntem (n) Di Camillo Coccapani, che fu uno di que’ celebri professori di belle lettere che nel secolo xvi si andava aggirando per le pubbliche scuole d’Italia, or ad uno or ad altro luogo chiamati, e che morì poscia in Ferrara nel 1591, si son date più distinte notizie nella biblioteca modenese (t. 2, p., ec.). TIRABOSCHl j Fot. XII. 4