Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 4, Classici italiani, 1824, XIII.djvu/14

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197G LIBRO rara, ha voluto spontaneamente cedermi questo onore, e mi ha trasmesse esattissime copie di ambedue gli esemplari, segnando le diversità che passano tra essi e l’antica edizione. Io ho creduto perciò di far cosa grata a’ lettori, e di aggiugnere qualche pregio a questa mia Storia, col pubblicare al fine di questo tomo il detto poemetto. Qui frattanto andremo scorrendo i nomi di tanti valorosi poeti che in esso l Arsilli ci mette innanzi, e confrontando ciò che ne dice, con ciò che della maggior parte di essi ci lasciò scritto il Giraldi ne’ suoi dialoghi De, Poetis suorum temporum. Ma prima mi convien dire dell"autore del poemetto, giovandomi delle notizie che me ne ha cortesemente inviate il suddetto abate Cancellieri. Aveane già ragionato il conte Mazzucchelli (Scritt. ital. t. 1, p. 1142); ma egli avea solo potuto ripeterci ciò che se ne legge negli scrittori di que’ tempi. Al contrario l’abate Cancellieri, avendone tra le mani le opere, ne ha potuto raccogliere assai più certe notizie. Due grossi volumi in 4 se ne conservavano già presso gli eredi. Ma un di essi si è smarrito, e forse in esso con altre opere si ritrovava la traduzione de Proloquii d’Ippocrate, di cui fanno menzione il Giovio (Elog. p. 65) e il Giraldi (De. Poet. suor, tem. dial. 2, Op. t. 2, p. 564). In quello che or ne rimane, si contengono le seguenti opere, tutte in versi latini: Amorum libri III: De Poetis urbanis: Pirmilleidos libri tres, cioè in lode di una donna da lui lungamente amata, e da lui detta Pirmilla: Piscatio: Helvetiados liber unus: Praedictionum libri III, oltre alcune poesie, ì