Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 4, Classici italiani, 1824, XIII.djvu/175

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I TERZO 313^ egli è stato onorato, si posson vedere nelle indicate edizioni. Nella prefazione alla seconda di esse premessa si dice che il Menckenio, benchè ne abbia scritta esattamente la Vita, e benchè dia le dovute lodi al talento e al sapere del Fracastoro, gli fa però molte e non lievi obbiezioni, le quali da’ più dotti Italiani non saranno mai approvate. Non avendo io veduta quest’opera, sono mio malgrado costretto a non poter entrare in un tale esame, e a riservare ad altri il difendere un sì grand’uomo dalle accennate accuse. XLIX. L’agricoltura ancora trovò tra’ poeti chi prese ad esporne in versi i precetti. Marco Tullio Berò nobile bolognese (a), figliuolo di queU’ Àgostino di cui abbiam fatta menzione tra’ celebri giureconsulti, fu il primo , a mio credere, che ne scrivesse in poesia latina, e un poema intitolato Rusticorum Libri x pubblicò nel 1568 (V. Mazzucch. Scritt. itnl. t. 2, par. 2, p. 1003). Io non 1’ ho veduto; ma le lodi con cui l’onora Pietro Angelio da Barga (Carm, p. 276, 349, de. Fior. 1568), mi rendon probabile che sia pregevole assai. A più ristretto argomento si volse Giuseppe Milio Voltolina da Salò sul lago di Garda , il quale in tre libri, stampati in Brescia nel 1574, scrisse della Coltura degli Orti; del quale autore se avesse avuta notizia il P. Rapin, non si sarebbe vantato di essere il primo scrittore in versi di tale argomento. Il cardinale Querini ci (a) Veggansi le notizie <li questo poeta presso il conte Faniuzzi (Scptt. Bologn, t. 1, p. 10Ì).