Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VIII, parte 1, Classici italiani, 1824, XIV.djvu/245

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SECONDO 233 tesori , andò fallito; il che afferma il Niceron esser cosa notoria nella città di Lione. Nondimeno le opere di questo scrittore si posson paragonare a un vastissimo magazzino pieno di mercanzie d’ogni maniera buone e cattive, antiche e moderne, utili e inutili, delle quali chi ha sofferenza in cercare , e buon gusto in iscegliere, può valersi con molto suo frutto. XXX. Nella Storia del secolo precedente a’ teologi cattolici abbiam aggiunti que’ Protestanti italiani che abusarono del loro ingegno nel combattete la Religione in cui erano stati allevati. Ma anche in questo genere poco ci offre l Italia nel corso di questo secolo. Giuseppe Francesco Borro, nobile milanese e medico di professione, tentò in Milano di spargere le ree sue opinioni, che tendevano al sovvertimento non meno della Religione che del governo politico. Ma avveggendosi di essere omai scoperto, si sottrasse fuggendo al meritato gastigo, e dopo essersi andato lungamente aggirando per l’Allemagna Àllemagna per perla Danimarca, caduto nelle mani del papa, stette molti anni prigione in Roma, ed ivi, pentito de’ suoi errori, morì nel i(3t)5 in età di 70 anni (a). Ma egli non pubblicò cosa alcuna in favore delle sue opinioni, c le (a) M. Goulin ha pubblicata una lettera scritta da Strasburgo da Melchiorre Sebizio a’ 23 di dicembre del 1661, in cui narra che il Borro era poco prima venuto in quella città, e vi si era mostrato più ciarlatano che medico -, in modo che dopo alcuni giorni quel magistrato avealo consigliato ad andarsene, ed egli erasi trasferito nelP Ollanda (Afi{m. pour servir à l’Hist. de la Medec. an, 1775, p. 161, ec.).