Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VIII, parte 1, Classici italiani, 1824, XIV.djvu/249

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Cosmopoli. Ma per quanto ingegnosi sieno gli sforzi ch’egli usa in provare che il Vanini non è almeno sì reo, come comunemente si crede, scorgesi chiaramente ch’egli ha preso a sostenere una causa troppo rovinosa. E ancorchè le opere di questo infelice scrittore non contenessero gli errori che gli vengono attribuiti, P empietà da lui dimostrata nell’estremo supplicio, di che non ci lascia dubitare il testimonio troppo autorevole del Grammond, basta essa sola a mostrarci chi fosse costui, e quai sentimenti nutrisse in seno (a).

Capo II.

Filosofia e Matematica.

I. Nella maggior parte de’ capi di questo tomo l’Italia ci si offre in aspetto troppo diverso da quello del secolo precedente. Perciocchè dove in esso da ogni parte ci si faceva innanzi un numero prodigioso di dotti, di colti e di leggiadri scrittori, ora un assai scarso drappello comunemente ci si offre a parlarne; e sembra che ogni cosa spiri languidezza e indolenza, e che l’eleganza dei secolo xvi sia (n) Anche il sig. Tommaso Barbieri ha intrapreso a dilendere il Vanini dalla taccia appostagli di ateismo (Noti zie de’ Matem. e Filos. napol. p. 127, ce.); e io desidero che gli argomenti da lui recati sembrino dii caci e valevoli a discolparlo.