Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VIII, parte 1, Classici italiani, 1824, XIV.djvu/500

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488 LIBRO i XXV. A compir questo capo rimane solo che diciamo di alcuni scrittori di chirurgia} de’ quali però più scarsa è la copia , e men celebre è il nome. M. Portal reputa degna di lode la Pratica chirurgica e l’Introduzione alla Chirurgia d’Ippolito Parma medico e chirurgo di Padova, stampate amendue in latino, la prima in Venezia nel 1608, la seconda in Padova nel 1612 (t. 2, p. 308),e fa pur qualche elogio delle opere di Matteo Rossi e di Teodoro Baronio cremonese (ib. p. 312, ec.), e più ancora delle opere di Piero Marchetti, che per molti anni fu professore di anatomia e di chirurgia nell1 universi là di Padova sua patria (t. 3, p. 56). Ma uno de’ più famosi tra gli scrittori di chirurgia, e forse il più benemerito di quest’arte nel secolo di cui ragioniamo, fu Cesare Magatti, di cui ha scritta la Vita Prospero di lui nipote (a). Era egli natio di Scandiano nel ducato di Reggio, ove nacque nel i5"t) da Giorgio Magatti e da Claudia Mattacoda, famiglie amendue in quel paese distinte. L’università di Bologna lo ebbe a suo allievo; e poiché ivi rice» vette la laurea nel 1597, passò a Roma, ove attese principalmente all1 anatomia e alla chirurgia , e indi, tornato in patria, tliedesi ad esercitar la seconda con sì felici successi, che il marchese Bentivoglio credette di recar gran vantaggio all1 università di Ferrara sua patria, (/7) Di Cesare, di Prospero e di Giambattista Magatti, e delle contese nate all’occasione del metodo di Cesare, si può vedere ciò che più a lungo si è detto nella Biblioteca modenese (t. 3 , p. 108). \