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| l'ospitalità del cuore | 13 |
gentile, dando a bere non a lui solamente, ma anche a’ cammelli; e com’egli la conobbe, e come ne ha rese a Dio grazia di cuore. E, dette queste cose, soggiunse: “Se vi piace usare amorevolezza e fiducia al signor mio, vogliate darmene segno: ma se altro è il pensier vostro, e voi ditemi; ch’io me ne vada a diritta o a manca per altra via.” Risposero Batuele il padre e il fratello Labano: “La parola che tu di’, vien da Dio. Noi non possiamo dire a te altro che quello ch’è il volere di Lui.” Quando il vecchio servo d’Abramo ebbe udito questo, s’inginocchiò a ringraziare il Signore. E messe fuori vasi d’argento e d’oro, e vestiti, e li offerse a Rebecca; e anche ai fratelli offerse presenti, e a Melca madre di lei. Perchè un tempo l’uomo portava la dote in casa della sposa, e non la moglie al marito. E c’è de’ popoli tuttavia che fanno così; e fanno bene. Poi si misero a tavola, e mangiarono con allegrezza tranquilla.
La mattina dopo, si levò il vecchio e disse: “Lasciatemi ch’io ritorni al signor mio.” E i fratelli della giovinetta e la madre risposero: “Rimanga ella con noi dieci giorni almeno; e poi se n’andrà.” — “Non vogliate, diceva il vecchio, ritenermi, giacchè Dio Signore ha indirizzati i miei passi. Permettete ch’io vada ad Abramo signor mio.” Quelli dissero: “Chiamiam la fanciulla, e che si sappia il sentimento di lei.” La chiamarono, e venne; e domandarono: “Vuo’ tu andartene con quest’uomo?.” Ella disse: “Ci andrò.” Si distaccarono dunque i genitori dalla figliuola, che non la dovevano più rivedere su questa terra: e i fratelli fecero tanti auguri alla sorella; e dicevano: “Tu se’ la sorella nostra. Ti consoli Iddio di figliuolanza benedetta.” Con lei se ne andò la sua balia. E Rebecca con le serventi sue