Pagina:Torriani - Senz'amore, Milano, Brigola, 1883.djvu/224

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per avere una famiglia che non aveva voluto essere prete, ed il cuore amoroso di Vicenzino si struggeva d'avere la sua parte di quella famiglia giovinetta.

Intanto il vecchio parroco sentiva il peso di quei due anni di più, ed aveva rinunciato alla sua carica, che, dopo la Pasqua, doveva essere occupata da Vicenzino. Mancava poco più d'un mese all'avverarsi del melanconico sogno, lungamente vagheggiato, di trasportare il vecchio zio e la cugina nella casa parrocchiale, e di stabilirvisi in famiglia, pel calmo ed uniforme avvenire che li aspettava. Vicenzino si occupava delle riparazioni indispensabili alla casa, e ci metteva tutto il suo cuore. Ogni cosa era modesta anzi disadorna. Le mura erano bianche in tutte le stanze, senz'altro ornamento che pochi quadri sacri. La camera destinata al signor Dogliani era la sola in cui ci fosse il pavimento coperto da un tappeto, ed una sedia a bracciuoli. Ma l'austerità dell'addobbo era mitigata dai fiori che ornavano le finestre, dalla vegetazione abbondante che verdeggiava nel piccolo giardino, dalla prospettiva grandiosa dei monti lontani e dei colli, dall'aria pura e dal sole che entravano in abbondanza dagli ampi finestroni. Semplici com'erano, tanto lui che l'Elena, potevano vivere felici in quella parrocchia un poco isolata dal paese; e l'Elena avrebbe trovato modo di rendere elegante quella povera dimora, col modo grazioso di collocare un mobile, con qualche pianta verde, o soltanto colla sua presenza.