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| IX. |
LIBRERIA.
E tali Autori, ed altri tali di simil pasta a parlare appunto mi spronano, e gridare insieme. Mi si affaccia di giorno in giorno talun di costoro, e prestar debbo pronto ricetto a' parti lor vili, e deformi. Romanzesche sole, che reso hanno il mondo più molle, ed effeminato (4), e che vieppiù propagano il mal costume, co' lor pravi talenti, o con fallaci, e sozze dottrine; informi sistemi, che ci riconducon l'oscurezza del Caos (5); bizzarri ritrovati, che null'altro conservano che l'apparenza; mordaci satire, che avventansi indiscretamente contra chiunque, sotto la maschera di Apologie, di risposte, di fogli Letterarj (6), ed altre simili fanfaluche, che tutta possa impediscono, anzichè accrescere gli avvanzamenti dell'arte, sbucano di sotterra continuamente. Ed a tai mostri io dovrò fare amiche accoglienze? E tali or dunque son le delizie degli uomini, e de' se dicenti Letterati?
TABACCHIERA.
Io tel so dire, Librerìa mia, che, o tu