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Pagina:Tosi - La libreria, dialogo, Roma, Salomoni, 1765.djvu/13

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XI.

SCRITTOJO.

Io stesso udii narrare più volte da' Scrittoj miei compagni, amica, (e sai quanto aggradi a' Vassalli lo scoprir le magagne, e gl'interessi de' lor Padroni) quali sieno, e d'onde essi ne conghietturino le cause, e li motivi, che soventemente inducono i lor Signori a scrivere, e pubblicar Opere. Chi li vede stralunati, e cogli occhi lividi dall'invidia dar di mano alla penna per cancellare l'altrui riputazione; chi li sente fremere, ed inferocire di sdegno per iscrivere a sangue, e far vendetta de' lor nimici; chi li trova intenti a rubacchiare maisempre, e manomattere la robba altrui (11) per fare a uso comparsa nel Mondo; e ch'in fine s'affanna ad ammassare, e mettere in mostra tutto ciò, che ispirar puote libertinaggio, onde riscuotere incenso, ed onori dalla gran folla de' Libertini, detti ancora con vocabolo enfatico Spiriti forti (12).

LIBRERIA.

Fiamma del Ciel sulle lor trecce piova. Scenda sì divoratrice fiamma, e preda faccia