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| XIII. |
SCRITTOJO
Libreria mia tu incominci a fare da troppo severa Maestra, e di già sembrarmi di vederti sedere a scranna, e pro tribunali.
LIBRERIA.
Vedi là tanti, e tanti volumi, che occupano la miglior parte di me medesima, inutilacci che sono! a che altro mai servono, se non che ad ingombrare di più fitte tenebre l'intelletto? Non ti prestan, che sogni, e chimere puntellate sull'uovo Trojano onde derivare l'origini del Greco, e del Romano Impero; e dopo tante, e sì prolisse scarabocchiate quale certezza puoi mai tu avere di tale storia (15)?
TABACCHIERA.
Mi vanno a sangue i tuoi detti, veridica Libreria.
LIBRERIA.
Delle origini delle lingue, de' costumi de' Popoli, dell'età degli Dei, degli Eroi, degli uomini, che non iscrisser tanti altri? che mai non fu detto? o per meglio dire che tralasciossi di favoleggiare su tale argomento?