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Un altro modo è quello di aggiungere al tema un suffisso, e questo chiamasi derivazione, di cui s’è avuto pure qualche esempio, trattando de’ nomi alterati (n. 91). I suffissi sono vari e una stessa parola puὸ averne più d’uno, come s’è già osservato. Tra i principali si notino: -ario (dizion-ario, vocabol-ario, salsament-ario); -ato (re-ato, sold-ato, pontific-ato); -estre (camp-estre, silv-estre, terr-estre); -ione (junz-ione, lez-ione, prig-ione); -ore (col-ore, od-ore, sent-ore), -ura (mietit-ura, battit-ura, sarchiat-ura). Tutte queste si chiamano parole derivate.
Finalmente le parole si formano per composizione, o unendone due insieme (v. 83) o premettendo al tema d’una uno o più prefissi con le necessarie modificazioni: ad- (adorare, addurre, accorrere); con- (commercio, commensale, confetto); per- (peraltro, perdurare, percorrere), pre- (preparare, pretendere, prepotente). E queste si chiamano composte.
Le parole non derivate nè composte si dicono primitive: pace, guerra.