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§ 3. — Figure grammaticali.
[Definizione:]163. Son certe maniere particolari di dire non conformi all’uso più regolare, ma richieste da speciali atteggiamenti di pensiero. Le principali sono: l’ellissi, il pleonasmo, l’enallage, la sillessi, l’ipèrbato, l’anacoluto.
[ellissi;]L’ellissi è l’omissione, il più delle volte necessaria, d’una parte del discorso facile a sottintendersi: s’era smarrito senza saper come [si fosse smarrito]; traduttore, traditore, chi dice traduttore dice traditore (il traduttore spesso tradisce il senso dell’opera).
[pleonasmo;]Il pleonasmo è, all’opposto, l’introduzione d’una parola non strettamente necessaria: studiatele un po’, queste benedette regole; nap. che lle state facenno, a stu povero pede ’e noce? che fate voi a quella povera pianta di noce?
[enallage;]L’enallage è lo scambio d’una parte del discorso o d’una forma grammaticale per un’altra: guardavan bieco, biecamente (l’agg. per l’avv.); il nemico fu accerchiato, i nemici furono accerchiati (il sing. per il plur.).
[sillessi;]La sillessi è una sconcordanza nelle parole, ma non nel pensiero: la maggior parte furono uccisi, fu uccisa.
[iperbato;]L’iperbato è una trasposizione di parole: la tant’anni lacrimata pace, la pace per tanti anni desiderata con lacrime; rom. un fijo maschio, ma, com’er giorno da la notte, differente da su’ patre, ...diverso da lui come il giorno dalla notte.
[anacoluto.]L’anacoluto, così frequente sulla bocca del popolo, è una deviazione nel costrutto: un cappuccino, che val più un pelo della sua barba... (Manz.), un cap-