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puccino, un pelo della cui barba val più...; nap. n’ato benefattore, ca lle faceva pena, un altro benefattore, a cui faceva pena...; cal. chiri scapizzacuolli lli vinni ra voglia, a quei scavezzacolli venne la voglia.
§ 4. — Dell’uso della punteggiatura e de’ segni ortografici.
[Valore de’ segni d’interp.:]164. I segni d’interpunzione (n. 10) indicano le pause più importanti, con le corrispondenti distinzioni logiche, e le intonazioni della voce nel discorso, per la piena comprensione del pensiero e del sentimento di chi scrive.
[la virgola;]La virgola segna una breve pausa sospensiva e un distacco logico non molto forte tra le parti d’una proposizione costituenti un’unità ben distinta e tra una proposizione e l’altra del periodo nettamente separate tra loro.
Nel primo caso si pone, pertanto, tra elementi simili che si susseguono senza congiunzione, avanti e dopo un’apposizione, un inciso, una parola o gruppo di parole collocate in ordine inverso, e per indicare un contrasto (quindi prima della congiunz. ma) un’ellissi, del verbo, ogni altro fatto meritevole d’un rilievo speciale. Nel secondo caso, tra proposizioni che, o per l’ordine in cui si presentano o per il senso che racchiudono, richiedono, unite o no da congiunzioni o pronomi relativi, come gli elementi della proposizione, uno stacco non molto forte, ma ben definito.
[il punto e virgola;]Il punto e virgola esprime, ordinariamente, una prima pausa di fermata, più forte, dunque della sospensiva, e il distacco tra i vari membri d’un periodo, aventi ciascuno un senso relativamente compiuto.
Talvolta si adopera anche in vece della semplice virgola, quando questa, essendo usata per dare altri rilievi, non basterebbe a ben distinguere una proposizione dall’altra.