Vai al contenuto

Pagina:Trabalza - Dal dialetto alla lingua, 1917.pdf/53

Da Wikisource.

— 29 —

II. — IL NOME.

§ 1. — Generalità.


[Sostantivo e aggettivo.]71. Il nome sostantivo (o sempl. nome, o anche sempl. sostantivo) denota gli esseri viventi o un loro particolare aspetto o stato (uomo, padre, re), le cose reali, materiali (casa, via) e le immateriali (pace, giustizia).

Il nome aggettivo (o sempl. aggettivo) esprime una qualità o altra determinazione del sostantivo; padre affettuoso, casa natía, divina pace, questa, quella casa, la mia casa.

[Concreto e astratto; proprio e comune; collettivo.]72. Concreto è il nome che denota esistenza concreta: scolare, cane, sole; astratto, quello che denota una proprietà mentalmente separata, astratta da essa: diligenza, fedeltà, splendore.

Proprio è il nome concreto che designa un individuo determinato, distinto per qualità proprie dagli altri della stessa specie: Tiziano; comune, se conviene a più individui aventi una qualità comune: pittore.

Collettivo, se comprende una totalità: gregge, scolaresca.

[Generi e numeri.]73. La nostra lingua ha due generi: il maschile e il femminile, due numeri, il singolare e il plurale.

§ 2. — Declinazione: numero.


[Differenza fondamentale tra dialetti e lingua.]74. Data la sorte delle vocali finali ne’ dialetti (v. n. 41) ela conservazione di s finale in qualcuno di essi (v. n. 47), è chiaro che la declinazione dialettale è in gran parte diversa dall’italiana, in cui tutti i nomi (tranne pochi e speciali, v. n. 81) finiscono in vocale schietta e ben sonante. In qualche